Novità ed incentivi

Impianti di riscaldamento: cosa cambia e cosa aspettarsi

Le regole che riguardano il riscaldamento degli edifici stanno cambiando e nei prossimi anni il tema dell’efficienza energetica sarà sempre più importante.
Per chi possiede una casa, un appartamento, un ufficio o un'attività commerciale, orientarsi tra direttive europee, decreti, incentivi e nuove tecnologie non è sempre semplice. La buona notizia è che non è necessario essere esperti di normativa: è sufficiente conoscere alcuni punti fondamentali per capire come muoversi quando arriva il momento di sostituire una caldaia, installare una pompa di calore o riqualificare il proprio impianto.
Cosa cambia per gli impianti di riscaldamento?
Il principale cambiamento arriva dall'Europa con la nuova Direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), conosciuta anche come "Direttiva Case Green". L'obiettivo è rendere progressivamente gli edifici europei più efficienti e ridurre le emissioni legate ai consumi energetici.
Questo significa che, nei prossimi anni, il settore del riscaldamento sarà sempre più orientato verso soluzioni ad alta efficienza e sistemi alimentati da fonti energetiche meno impattanti.
Tra le tecnologie destinate ad avere un ruolo sempre maggiore troviamo:
  • pompe di calore;
  • sistemi ibridi;
  • impianti a bassa temperatura;
  • sistemi di regolazione e controllo intelligenti;
  • integrazione tra impianto di riscaldamento e fotovoltaico;
  • utilizzo di fonti rinnovabili.
Le caldaie a gas sono vietate?
È una delle domande che riceviamo più frequentemente. La risposta, oggi, è no: non significa che tutte le caldaie a gas debbano essere eliminate immediatamente. La normativa europea prevede però una progressiva riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili per il riscaldamento e una maggiore diffusione di sistemi efficienti e alimentati da fonti rinnovabili. Per questo, quando si deve sostituire un vecchio generatore, è importante non limitarsi a scegliere una nuova caldaia in base al prezzo, ma valutare quale soluzione sia più adatta all'edificio e possa rimanere conveniente anche nel futuro.
Perché la scelta dell'impianto diventa sempre più importante?
Un impianto di riscaldamento può rimanere in servizio per molti anni. Una scelta fatta oggi deve quindi tenere conto non soltanto delle esigenze attuali, ma anche dell'evoluzione delle normative, dei costi energetici e delle possibilità di integrazione con altre tecnologie. Ad esempio, in determinate abitazioni può essere interessante valutare una pompa di calore, soprattutto quando l'edificio ha un buon isolamento e un sistema di distribuzione adatto alle basse temperature.
In altri casi può essere più indicato un sistema ibrido, che combina una pompa di calore con un generatore tradizionale. Non esiste quindi una soluzione uguale per tutti: prima di intervenire è importante valutare caratteristiche dell'immobile, isolamento, radiatori o impianto radiante, consumi e modalità di utilizzo. Non conta solo il generatore. Quando si parla di efficienza energetica si tende spesso a pensare esclusivamente alla caldaia o alla pompa di calore. In realtà, le prestazioni dell'intero sistema dipendono da diversi elementi. 
Un impianto efficiente deve essere valutato nel suo complesso, considerando anche:
  1. isolamento dell'edificio;
  2. distribuzione del calore;
  3. dimensionamento dei terminali;
  4. regolazione della temperatura;
  5. termostati e sistemi di controllo;
  6. circolazione dell'acqua;
  7. produzione di acqua calda sanitaria;
  8. eventuale presenza di impianto fotovoltaico;
  9. corretto utilizzo e manutenzione.
Una progettazione corretta può quindi permettere di ottenere maggiore comfort e, allo stesso tempo, ridurre i consumi. Attenzione anche alle nuove tecnologie La progressiva elettrificazione del riscaldamento sta portando a una maggiore diffusione delle pompe di calore. Questi sistemi possono offrire ottime prestazioni, ma devono essere scelti e dimensionati correttamente. Non basta installare una pompa di calore per ottenere automaticamente un impianto efficiente. Occorre verificare le caratteristiche dell'edificio e dell'impianto esistente, valutando potenza necessaria, temperature di esercizio, terminali, spazio disponibile, alimentazione elettrica e possibilità di abbinamento con il fotovoltaico. Anche la scelta del refrigerante utilizzato dalla macchina sta diventando un aspetto sempre più importante, alla luce dell'evoluzione delle normative europee sui gas fluorurati.
Cosa succederà nei prossimi anni?
La direzione della normativa è abbastanza chiara: gli edifici dovranno diventare progressivamente più efficienti e il riscaldamento dovrà dipendere sempre meno dai combustibili fossili. Questo non significa necessariamente dover sostituire immediatamente il proprio impianto. Significa però che, quando si programma un intervento di ristrutturazione o la sostituzione di un vecchio impianto, conviene guardare avanti. Una soluzione progettata oggi dovrebbe essere efficiente, affidabile e possibilmente compatibile con le tecnologie che saranno sempre più diffuse nei prossimi anni.
Hai bisogno di sostituire o aggiornare il tuo impianto?
Le normative sul riscaldamento sono in continua evoluzione e scegliere la soluzione più adatta può essere difficile senza una valutazione professionale.
Prima di sostituire una caldaia o installare una nuova tecnologia, è quindi consigliabile analizzare l'impianto esistente e le caratteristiche dell'edificio.
Possiamo aiutarti a individuare la soluzione più adatta alle tue esigenze, valutando efficienza, comfort, consumi e prospettive future dell'impianto.
Per informazioni o per richiedere una consulenza, contattaci:
Telefono: 0825 666061
Email: info@ciatric.com
Siamo a disposizione per aiutarti a scegliere un impianto di riscaldamento efficiente, affidabile e in linea con l'evoluzione normativa.

Obblighi dal 3 agosto 2026: nuove regole per impianti, ristrutturazioni e titoli edilizi

Dal 3 agosto 2026 cambiano le regole per l'integrazione delle fonti di energia rinnovabile negli edifici. Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 5/2026, che recepisce la direttiva RED III, vengono introdotti nuovi obblighi per le nuove costruzioni, le ristrutturazioni importanti e, per la prima volta, anche per gli interventi di ristrutturazione dell'impianto termico. Le novità interessano direttamente progettisti, installatori, imprese e committenti, poiché il rispetto delle quote minime di copertura dei consumi energetici diventa un requisito indispensabile per ottenere il titolo edilizio.
Il D.Lgs. 5/2026 riscrive le regole sulle fonti rinnovabili
L'articolo 29 del D.Lgs. 5/2026 modifica l'Allegato III del D.Lgs. 199/2021, aggiornando gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici. L'obiettivo è adeguare la normativa italiana alla direttiva europea RED III, accelerando la diffusione delle energie rinnovabili nel settore edilizio.
La principale novità riguarda la differenziazione degli obblighi in base alla tipologia di intervento. Se fino ad oggi il riferimento era rappresentato soprattutto dalle nuove costruzioni e dalle cosiddette "ristrutturazioni rilevanti", dal 3 agosto 2026 il quadro cambia in modo significativo.
Le nuove quote minime di copertura dei consumi
Il decreto conferma l'obbligo di coprire con fonti rinnovabili almeno il 60% dei consumi energetici degli edifici di nuova costruzione.Per gli interventi di recupero edilizio vengono invece introdotte percentuali specifiche, differenziate in base alla categoria di intervento prevista dal decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015. Le quote diminuiscono progressivamente fino al 15% per le ristrutturazioni importanti di secondo livello, introducendo un approccio più proporzionato rispetto all'entità dei lavori. Una delle innovazioni più rilevanti riguarda l'estensione degli obblighi agli interventi di ristrutturazione dell'impianto termico, che entrano per la prima volta nel campo di applicazione della disciplina.

Superato il concetto di "ristrutturazione rilevante"
Prima dell'entrata in vigore del D.Lgs. 5/2026, gli obblighi previsti dall'Allegato III del D.Lgs. 199/2021 si applicavano alle nuove costruzioni e alle ristrutturazioni rilevanti definite dal D.Lgs. 28/2011. Rientravano in questa categoria gli edifici esistenti con superficie utile superiore a 1.000 metri quadrati sottoposti a ristrutturazione integrale dell'involucro oppure gli edifici interessati da interventi di demolizione e ricostruzione.
Con la riforma questo riferimento viene sostituito dalle categorie individuate dal decreto Requisiti Minimi del 26 giugno 2015, ossia:
ristrutturazioni importanti di primo livello;
ristrutturazioni importanti di secondo livello;
ristrutturazioni dell'impianto termico.
La nuova classificazione rende gli obblighi più coerenti con la disciplina energetica già applicata agli edifici e amplia il numero degli interventi soggetti ai requisiti FER.
Il rispetto degli obblighi è necessario per ottenere il titolo edilizio
Il rispetto delle percentuali minime di copertura mediante fonti rinnovabili non costituisce un semplice adempimento progettuale, ma rappresenta una condizione necessaria per il rilascio del titolo edilizio.
Qualora il progetto non soddisfi i requisiti previsti dalla normativa, il titolo potrà essere negato.
Restano comunque possibili deroghe nei casi di impossibilità tecnica o di non convenienza economica, purché tali circostanze siano adeguatamente motivate e documentate nella relazione tecnica ex Legge 10.
Cosa cambia 
Le nuove disposizioni rafforzano il ruolo della progettazione impiantistica nella riqualificazione energetica degli edifici. La scelta di pompe di calore, impianti solari termici, fotovoltaici e sistemi ibridi dovrà essere valutata fin dalle prime fasi del progetto per garantire il rispetto delle quote minime richieste dalla normativa.
Per progettisti e installatori diventa quindi fondamentale verificare preventivamente gli obblighi applicabili al singolo intervento, evitando ritardi nell'iter autorizzativo e possibili criticità in fase di rilascio del titolo edilizio.
Conclusioni
Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 5/2026 cambia il sistema degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici. Pur confermando il requisito del 60% per le nuove costruzioni, il legislatore introduce un modello più articolato, che coinvolge anche le ristrutturazioni importanti e gli interventi sugli impianti termici.
Per il settore termoidraulico si tratta di una novità destinata ad avere un impatto concreto sulla progettazione e sulla scelta delle soluzioni impiantistiche, rendendo ancora più centrale l'integrazione delle energie rinnovabili negli interventi edilizi.

Conto termico 3.0


Il Conto Termico 3.0, approvato con il Decreto del 4 agosto 2025, hai finalmente accesso a incentivi rapidi e concreti. Questo meccanismo ti rimborsa fino al 65% delle spese (e fino al 100% per edifici pubblici nei piccoli comuni) direttamente sul tuo conto corrente.
Beneficiari ammessi – Titolo II (Incremento dell’efficienza energetica negli edifici)
Rientrano tra i soggetti che possono accedere agli incentivi:
le pubbliche amministrazioni, comprese scuole, ospedali, piccoli comuni, cooperative sociali senza scopo di lucro ed enti del Terzo Settore assimilati;
i soggetti privati per gli interventi su edifici appartenenti all’ambito terziario appartenenti esclusivamente alle seguenti categorie catastali: A/10, gruppo B, gruppo C (esclusi C/6 e C/7), gruppo D (escluso D/9), gruppo E (esclusi E/2, E/4 ed E/6);
gli enti del terzo settore, come definiti dal D.Lgs. 117/2017.

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